Assegno pensione, per gli italiani dura meno della media europea

I soldi non bastano mai e nemmeno quelli dell’assegno per la pensione, soprattutto in Italia, infatti, è stato confermato da un’indagine che gli assegni per la pensione per gli ex lavoratori italiani dura meno della media europea. Siamo più spendaccioni o prendiamo meno?

Secondo varie indagini è emerso proprio che gli uomini italiani percepiscono l’assegno pensionistico per una media di 16 anni e 4 mesi, 2 anni e 5 mesi in meno rispetto alla media europea, le donne per 21 anni e 7 mesi, 1 anni e 7 mesi in meno rispetto alla media europea. I dati di Eurostat parlano davvero chiaro.

Le notizie più brutte però sono sempre per le donne perchè nell’UE nel 2015, hanno guadagnato il 16,3% in meno rispetto agli uomini quando si confrontano i loro guadagni orari lordi medi. In media, riporta ancora Eurostat, le donne hanno guadagnato meno di uomini in tutti gli Stati membri, tuttavia questo divario retributivo di genere varia. Le maggiori differenze sono state osservate in Estonia (26,9%), Repubblica ceca (22,5%), Germania (22,0%), Austria (21,7%) e Regno Unito (20,8%).

A stilare però la fotografia sulla situazione pensionistica c’è anche la Uil che si batte per l’adeguamento per la pensione automatico alle aspettative di vita. “Non c’è nessun motivo di aumentare l’età pensionabile in modo generalizzato, continuando a fare parti uguali tra diseguali”, ha infatti ribadito in un’intervista il segretario confederale Domenico Proietti. Come è noto infatti le richieste dei sindacati comprendevano interventi più ampi. Una proroga dell’Ape social al 2019. Ricordiamo però che l’età pensionabile indica i requisiti anagrafici e contributivi che consentono ad un soggetto di ottenere un trattamento a carico di un ente previdenziale, pubblico o privato. Nonostante la Riforma Fornero del 2011 l’età per il collocamento a riposo risulta ancora estremamente variabile. In linea generale nel 2017, per il pensionamento di vecchiaia occorrono almeno 66 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi.

Come riporta l’Istat, i dopo il 2015 i pensionati sono diventati 16,2 milioni (-80 mila rispetto al 2014, -600 mila sul 2008) e percepiscono in media un reddito pensionistico lordo di 17.323 euro (+283 euro sull’anno precedente). Le donne sono il 52,8% e ricevono in media importi di circa 6 mila euro inferiori a quelli maschili.

redditi dei nuovi pensionati sono mediamente inferiori a quelli dei cessati (15.197 contro 16.015 euro) e ai redditi dei pensionati sopravviventi (17.411 euro).

andare in pensione

Il cumulo di più trattamenti pensionistici sullo stesso beneficiario è meno frequente tra i pensionati di vecchiaia (cumula più trattamenti il 27,6%), mentre è molto più diffuso tra i pensionati superstiti (67,4%), in grande maggioranza donne (86,9%). Tuttavia ricorda ancora l’istituto di statistica che però nel 2016 il rischio di povertà tra le famiglie con pensionati è più basso che nelle altre famiglie. In molti casi il reddito pensionistico sembra dunque proteggere da situazioni di forte disagio economico. Il rischio è invece molto elevato tra i pensionati che vivono soli (23,4%) o insieme ai figli come monogenitore (16,3%) e ancor più nelle famiglie in cui il reddito del pensionato sostenta altri componenti adulti senza redditi da lavoro (29,7%).

Author: SDS

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