Controllare se il datore di lavoro versa i contributi. Ecco come

Avete paura che il vostro datore di lavoro non versi tutti i contributi per la vostra pensione? Ecco come fare per controllare e capire come e con che frequenza vengono versai i soldi.

E’ importante sapere che i contributi previdenziali sono importanti perchè rappresentano il futuro pensionistico di un lavoratore, quindi, anche se di solito il un datore di lavoro affidabile, è buona norma controllare di tanto in tanto che questi contributi siano versati regolarmente e in modo corretto. Per verificare la propria posiziona contributiva, bisognerà però prima accedere a un’apposita sezione del sito dell’Inps. Tuttavia prima di precedere bisognerà richiedere presso uno sportello Inps il proprio codice Pin. Inoltre potrete accedere al vostro pin anche rivolgendovi a un patronato o contattando il numero verde gratuito da rete fissa 803164 o a quello, a pagamento, da rete mobile 06164164.

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Una volta entrati nella pagina personale sul portale dell’Inps, inoltre dovrete accedere e cliccare alla voce Fascicolo previdenziale del cittadino dove si troveranno s tutte le informazioni sullo status personale pensionistico. Da lì, in poi bisognerà poi andare sulla voce Posizione assicurativa, e poi su Estratto conto. E’ su questa pagina che apparirà il resoconto di tutti i contributi versati da tutti i datori di lavoro. Ricordiamo però che è importante anche capire come leggere e interpretare l’estratto conto dell’Inps. Il documento di solito è formato da sei colonne, che indicheranno: anno di accredito dei contributi, reddito in base al quale sono stati versati, committente o datore di lavoro, tipologia di lavoro (dipendente, in collaborazione, autonomo), totale annuo dei contributi, aliquota utilizzata.

Controllare se il datore di lavoro versa i contributi. Ecco come

Se i conti non tornano però mantenete la calma perchè per prima cosa, bisognerà capire con certezza se i mancati versamenti si riferiscano a contributi che dovevano essere versati più o meno di 5 anni fa, se sono passati meno di 5 anni, allora la situazione è più facile da gestire: il lavoratore deve informare immediatamente l’Inps che, insieme all’Agenzia delle entrate, provvederà a effettuare la verifica dei versamenti del datore di lavoro. Se i contributi non versati risalgono a più di 5 anni prima, allora diventa tutto più complicato, perché cadono in prescrizione. Questo significa che l’Inps non potrà iniziare l’azione di recupero verso l’azienda che non li ha effettuati. Tuttavia esiste anche un ulteriore intervento possibile e meno lungo, che è quello di chiedere il riscatto dei periodi di lavoro scoperti dal punto di vista previdenziale. Percorrendo questa strada, il lavoratore si vedrà riconoscere dall’Inps una rendita, d’importo pari alla pensione o alla quota di pensione che sarebbe spettata al lavoratore in base ai contributi omessi.

Inoltre, nel caso di azione giudiziaria per mancato pagamento dei contributi, il lavoratore danneggiato potrà citare in giudizio il datore di lavoro per il risarcimento del danno. A prevedere tale norma è proprio il Codice civile, che indica l’imprenditore come responsabile della mancata contribuzione e, di conseguenza, del danno subìto dal lavoratore. Ricordiamo in ultimo, che il lavoratore avrà tempo fino a dieci anni per richiedere al datore di lavoro il versamento dei contributi arretrati. Al termine dei dieci anni, non si perderà comunque il diritto a usufruire di quei contributi, ma scatterà una rendita vitalizia da parte dell’Inps.

Author: SDS

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