Gli ultimi dati sulla dipendenza da gioco

Forse, probabilmente perché tanti si stanno lamentando della carenza di veri e reali dati sull’incidenza del fenomeno dei casino online e dell’abuso del gioco sulla popolazione, stanno “venendo a galla” studi e ricerche -e conseguenti risultati- attinenti appunto il numero dei giocatori coinvolti nel gioco problematico. In effetti, per avere un quadro completo su questo argomento assai rilevante e, di conseguenza, mettere in campo le contromisure per poter far fronte al fenomeno, necessitano assolutamente dati ben precisi e non campati per aria, oppure messi a disposizione del pubblico solo per mere questioni politiche di tutta convenienza.

Per avere strumenti idonei da contrapporre “al dilagare” del gioco problematico bisognerebbe essere obbiettivi e “condizionare” le scelte da attuare proprio in base ai risultati, studiando quelle forme che possono essere utili a risolvere veramente questa seria problematica: ma se non si riusciranno ad avere dati certi tutte le forme, magari anche “buone”, non arriveranno ai risultati desiderati.

Dopo queste righe di premessa che sembrano assolutamente necessarie per sottolineare ancora una volta che si è in attesa di risultati seri, professionali, obbiettivi relativi ad una ricerca come quella “commissionata” dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli all’Istituto Superiore di Sanità, si vuole passare ad esaminare lo studio dell’unità operativa Dipendenze dell’Asst Lariana (provincia di Como) che ha “snocciolato” gli ultimi dati sulla dipendenza da gioco: bisogna prenderne atto e valutare questi risultati con estrema attenzione.

Questa ricerca sottolinea, in partenza e nella sua premessa, che la dimensione del fenomeno del gioco d’azzardo nel nostro Paese è stimabile difficilmente poiché, oggi, ancora non esistono studi che possano dare l’esatta situazione di questa situazione. Nel 2016 sono stati presi in cura presso i Sert dell’Asst Lariana 145 persone coinvolte da gioco d’azzardo patologico: questo dato risulta in aumento del 25% rispetto al 2015 (118 soggetti) e già nel primo semestre del 2017 i soggetti in cura sono stati ben 121.

E questo dato sembra proprio confermare le cifre del 2016. Le persone coinvolte sono prevalentemente maschi, circa il 90%, ed appartenenti a tutti i ceti sociali. Nel primo semestre dell’anno corrente si nota una riduzione delle fasce di età più giovanili a favore dei soggetti maggiori di 44 anni che rappresentano il 60% circa dell’utenza. La città di Como risulta particolarmente coinvolta nel fenomeno del gioco d’azzardo essendo la seconda città italiana per la sua spesa pro-capite, dopo la città di Pavia.

I giochi più chiamati in causa sono le slot ed i gratta&vinci, vista la loro presenza “pressante” sul territorio. Quello che emerge da un report regionale del giugno 2017 è che esiste una sostanziale diminuzione dei locali in cui sono presenti apparecchiature da intrattenimento che passano da 14.265 esercizi del 2015 a 13.624 nel 2016 e questo, ovviamente, significa che si sta marciando verso una concreta riduzione dell’offerta.
Questo dato sembra essere correlato alle politiche regionali che sono state messe in campo negli ultimi anni per contrastare il gioco patologico, e questo si è concretizzato sia nelle limitazioni delle distanze dai luoghi di aggregazione, sia in termine di promozione di progetti preventivi che sono stati attivati dai Comuni e dai servizi di cura per le patologie che derivano dall’abuso di gioco.

Author: SDS

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