Frasi d’amore più belle di sempre. Da Beethoven a Bukowski

L’amore in tutte le sue forme trova la sua massima essenza nell’arte e nelle parole delle persone che provano il vero sentimento dell’amore puro. Da famosi autori a musicisti, il sentimento più forte di sempre viene raccontato attraverso parole e lettere d’amore delicate che arrivano dritte al cuore.

Tanti sono stati gli autori che si sono distinti e che si sono dichiarati grazie alla propria arte come il grande pianista Ludwig Van Beethoven che ha scritto non solo le sinfonie più belle di sempre ma anche le lettere d’amore più sincere e profonde come i tre scritti denominati “Lettere all’amata immortale”, redatte tra il 7 e il 9 luglio 1812. L’identità della donna per cui sono state scritte però non è mai stata chiara, infatti e le lettere non sono mai state inviate. Nel film “Amata Immortale” di Bernand Rose (1994) si lascia intendere come questa “amata” in fondo non fosse altro che la sua musica, la sua vera amante e compagna di vita eterna.

Anche lo scrittore Henry Charles “Hank” Bukowski nei suoi testi parla in vario modo dell’amore e della bellezza e allo stesso tempo del tormento di essere innamorati. Nella poesia “Sei incancellabile tu”, lo scrittore emoziona e fa allo stesso tempo riflettere.

“Sei incancellabile tu”

Succede che una mattina ti svegli e vedi che fuori non piove più e allora ti chiedi – beh? Che è successo?
Ecco, quella mattina successe a me che da tanto tempo non amavo, ma non per chissà quale motivo, non amavo e manco io sapevo il motivo preciso, ma forse sì che lo sapevo: che senso poteva avere per me l’amare se non amare che te?
Quella mattina io avevo una gran voglia di dirti – ti amo -, almeno credo.
Quanto mi manchi amore mio. Certo, io lo sapevo già dentro di me di questa cosa che mi manchi ma l’ho capita bene solo quando fuori ha smesso di piovere e a me mi giocava il cuore.
È che prima avevo la scusa per non vedere il sole, pioveva, mica era colpa mia, ma le nuvole ora sono andate via portandosi dietro tutte le scuse. Ok, tu non ci sei, ok, ma va bene, va bene anche se va male, va bene perché io ti amo lo stesso.
C’è come un diario che ho chiuso nel petto, sento che devo tirarlo fuori e devo farlo senza schemi se non gli schemi che mi porto nel cuore. Ah! Mannaggia mannaggia, mannaggia al cuore che non sa far calcoli ma che pure spesso sbaglia i conti.
Ma io non ero riuscito a dirti quel ti amo. Era una primavera quando andasti via, lo ricordi? Io cercavo di farmi forza, la vita andava avanti sentivo dirmi da tutti. Quando te ne sei andata io mi sono un po’ rincoglionito. Mi persi, diciamoci la verità, perdendoti io mi persi. E tu? Ah! No scusa, non volevo chiederti se anche tu ci sei rimasta male, era un e tu come stai? Roba del genere insomma, un e tu cosa fai ora? Che stai facendo adesso, adesso è in questo momento, che stai facendo in questo momento? Non mi interessa cosa stai facendo nella vita, io non ci sono più nella tua vita, cosa vuoi che mi importi? Sicuramente starai facendo tante cose belle, bellissime, ma a me importa adesso, adesso adesso mi importa, adesso in questo momento. Io adesso ti sto pensando facendomi del male. Io vorrei non pensarti ed averti invece qui, qui vicino a me.
Ma non ci sei. Non voglio pensarti ma non lasciarmi solo, non andare via anche dai miei sogni.
Tu dolce ferita mi tagli il cuore, ma io sorrido sai? Non mi fa male questo maledetto male. 
Tienimi con te. Non mi fa male la ferita al cuore, no, non mi fa male, sei tu che non ci sei, non andare via oltre.
A volte mi sento tanto forte da poterti dire che non esisti senza di me…
Charles Bukowski

Author: SDS

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