Perché letteratura e poesia possono renderci persone migliori?

Una lettura che ci induce a riflettere è un prezioso esercizio per la mente e migliora la nostra capacità empatica nella vita quotidiana…

L’abitudine alla lettura, come la si intendeva un tempo, sta tristemente scomparendo. Secondo il professore di filosofia all’università di Nottingham Gregory Currie, (come spiega al New York Times) la letteratura e la poesia non ci rendono migliori come individui, perché “non esistono prove esaustive che dimostrino che le persone siano moralmente o socialmente migliori se leggono Tolstoy o altre grandi opere”. Esistono però al contempo diversi studi nel mondo che dimostrano, invece, il contrario. Andiamo ad analizzare le diverse tesi di psicologi e scienziati per approfondire questo interessante tema. Secondo Raymond Mar, psicologo della York University in Canada, che gli individui che leggono spesso narrativa sembrano essere più capaci di altri nel comprendere altre persone, entrando in ‘confidenza’ con loro e vedendo  il mondo dalla loro prospettiva. Un altro suo studio più recente, risalente al 2010, ha ravvisato gli stessi benefici nei bambini, più storie gli vengono lette, e più la loro la loro giovane e mente si predispone meglio alle interazioni con altre persone.

Keith Oatley, romanziere e docente di Psicologia all’Università di Toronto, ha raccolto in uno studio neuroscientifico tutte le ricerche che fino a oggi hanno riguardato gli effetti che la narrativa ha sul nostro cervello. Il tutto è stato pubblicato sulla rivista Trends in Cognitive Sciences. Secondo i differenti contributi che sono stati coinvolti in questo lavoro, la letteratura e la poesia sarebbero un ottimo strumento per migliorare e affinare l’empatia con le persone che ci circondano ogni giorno, puntando a una effettiva sfocatura della tendenza ad agire con pregiudizi e potenziando le proprie capacità relazionali all’interno della società.

Lavorando sull’empatia, la letteratura aumenterebbe le nostre abilità di interazione con il mondo, consentendoci una interpretazione migliore, più acuta ed immediata, le emozioni e gli stati d’animo di chi abbiamo intorno. In tal modo non solo si attua un miglioramento di noi stessi con gli altri, ma viene a manifestarsi uno stesso perfezionamento nel rapporto di noi con noi stessi, una crescita personale nella comprensione della propria persona. Nella sua importante ricerca, Keith Oatley ha sfruttato il contributo di personalità di spicco nel mondo delle scienze umanistiche per avvalorare la tesi di una letteratura che aiuta a vivere meglio: parliamo di Proust,  Forster Platone.

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In letteratura spesso possiamo riscontrare una simulazione verosimile della realtà che ci circonda, una serie di imitazioni che facilmente possiamo cogliere e confrontare con la nostra vita quotidiana in modo da modificare le nostre limitate percezioni, così potremo osservare e percepire tutto in maniera non ordinaria e banale. La letteratura lascia a ogni lettore una zona di libertà perché, nel coinvolgerci emotivamente, ogni autore ci dona la possibilità di attivare la nostra immaginazione per figurarci i personaggi, la storia e tutto ciò che viene narrato. Resta dunque alla nostra immaginazione l’arduo compito di integrare quello che lo scrittore ci suggerisce, costruendo dentro di noi un mondo più complesso e ricchissimo di particolari di quello presentatoci. E sarebbe proprio «chi si impegna in questo sforzo di simulazione riesce meglio a capire gli altri», afferma Keith Oatley.
Narrativa, poesia ed empatia: gli scrittori ci forniscono suggerimenti che noi abbiamo la libertà di rielaborare nella nostra mente, sviluppando capacità e senso critico che migliorano il nostro grado di empatia con gli altri.

Perché letteratura e poesia possono renderci persone migliori

Grazie alle simulazioni del reale che giungono dalla letteratura, possiamo riuscire dunque a migliorare noi stessi, possiamo allenare ed educare le nostre abilità. Questo avviene perché con la lettura ci è permesso di vivere tante realtà quante sono quelle in cui sono calati i personaggi che incontriamo, e possiamo così mettere mano in molteplici vite differenti.

DIFETTI DELLA LETTURA MODERNA . Ai giorni nostri la lettura riflessiva e concentrata è un’abitudine sempre più a rischio ‘di estinzione’ che è dunque nostro preciso dovere tentare di preservare davanti alle opportunità crescenti che offre il mondo di internet, che punta su una lettura istantanea che rischia di far sì che le persone non abbiano il tempo materiale per poter ragionare e concentrarsi su ciò che hanno appena letto. Scomparendo lentamente ed inesorabilemnte la lettura riflessiva e ponderata, dunque si rischierebbe di compromettere lo sviluppo intellettuale e conoscitivo delle generazioni crescono online.

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Altro grave rischio conseguente è quello di perdere l’abitudine del tramandare, da una generazione all’altra, di una fondamentale parte critica della nostra cultura: i romanzi, la poesia e altri generi letterari che possono essere apprezzati solo da quei lettori le cui menti sono state educate a dovere a questo tipo di letture. Secondo recenti scoperte infatti, una lettura che possa portare effetti benefici, necessita di una struttura “limitante” come quella delle pagine stampate che favorisce un’esperienza esclusiva, personale, profonda e soggettiva.

La totale immersione emozionale è supportata dal modo in cui il nostro cervello gestisce un linguaggio ricco di dettagli, allusioni e metafore: creando quindi una rappresentazione mentale che induce le stesse regioni del cervello ad essere attive, come se si trattasse di veri avvenimenti che si svolgono nella vita reale di tutti i giorni. Le situazioni emozionali e i dilemmi morali, che sono il cosiddetto “materiale letterario”, consistono anche in un valido esercizio per il cervello incoraggiandoci verso le menti di personaggi immaginari, ma soprattutto, alcuni studi lo suggeriscono, incrementando la nostra capacità empatica nella vita quotidiana.

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