Pensione Opzione Donna. Chi può richiederla

L’Inps ha messo in atto l’opzione Pensione Opzione Donna ma a chi spetta e chi può richiederla?

Nel messaggio INPS n. 1182 le modalità di accesso alla pensione opzione donna con il regime sperimentale per le lavoratrici c.d. Opzione donna esteso dalla legge di stabilità 2017 e ha indicato le modalità di accesso al trattamento pensionistico delle lavoratrici rientranti nel c.d. regime sperimentale donna (c.d. opzione donna) che ha esteso l’accesso agevolato al trattamento pensionistico di anzianità alle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2015 abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica pari a 57 anni per le dipendenti e 58 anni per le autonome.

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Ricordiamo però che i requisiti originariamente previsti per raggiungere la pensione con Opzione Donna erano: 1 – per le lavoratrici dipendenti, 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi, da raggiungere entro il 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo, detto finestra, pari a 12 mesi; 2 – per le lavoratrici autonome, 58 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi, da raggiungere entro il 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo di finestra pari a 18 mesi.

Pensione Opzione Donna. Chi può richiederla

L’INPS precisa inoltre che “Ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico delle predette lavoratrici, restano fermi la disciplina relativa agli incrementi della speranza di vita, nonché il regime delle decorrenze (c.d. finestre mobili) e il sistema di calcolo contributivo per la misura del trattamento medesimo”. “Le lavoratrici in argomento – continua l’INPS -, possono presentare in qualsiasi momento, anche successiva all’apertura della c.d. finestra mobile, la domanda di pensione di anzianità, fermo restando il regime delle decorrenze previsto nelle diverse Gestioni previdenziali, nonché l’obbligo di cessazione del rapporto di lavoro dipendente per il conseguimento del predetto trattamento pensionistico”.

Secondo quanto riferisce anche l’ANSA, “il Governo ha confermato il calcolo sulla rata del prestito annunciato nei mesi scorsi pari al 4,5-4,7% per ogni anno di anticipo ma su una media di importo dell’85% della pensione (nel caso di tre anni di anticipo) e solo per 12 mesi (mentre la rata sulla pensione si paga su 13 mesi e per 20 anni). In pratica secondo i calcoli diffusi dopo il varo del provvedimento alla fine dell’anno scorso a fronte di un anticipo complessivo per tre anni di circa 39.300 euro se ne restituirebbero in 20 anni oltre 54.000 (208 euro netti di rata al mese su una pensione di 1.286 euro ma per 13 mesi)” Le lavoratrici interessate potranno comunque presentare in qualsiasi momento per la pensione opzione donna, anche successivo all’apertura della c.d. finestra mobile, la domanda di pensione di anzianità, fermo restando il regime delle decorrenze previsto nelle diverse Gestioni previdenziali, nonché l’obbligo di cessazione del rapporto di lavoro dipendente per il conseguimento del predetto trattamento pensionistico.

Author: SDS

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