Rosatellum, oggi votazione finale a scrutinio segreto

Oggi alla Camera il terzo voto di fiducia sul Rosatellum bis, mentre nel tardo pomeriggio potrebbe arrivare il voto finale a scrutinio segreto.

Un atto che arriva dopo l’approvazione di un altro sistema di voto, l’Italicum, strettamente legato alla riforma costituzionale travolta dagli elettorali il 4 dicembre, mai utilizzato, e alla fine bocciato dalla Corte costituzionale. Sulla carta il vasto schieramento che sostiene alla luce del sole il Rosatellum non dovrebbe avere particolari problematiche, infatti i voti dovrebbero raggiungere quota 441, oltre il 70 per cento dei componenti della Camera. Una cifra che si ricava sommando i 283 deputati del Pd, i 50 di Forza Italia, i 23 di Area popolare, i 19 della Lega, i 14 di Civici ed Innovatori, i 6 delle Minoranze linguistiche, i 17 di Scelta Civica-Ala, i 12 di Centro democratico, gli 11 di Direzione Italia, i 6 dell’Udc e i 4 del Psi. Da questo calcolo dice la Repubblica.it però bisognerà togliere i 3 del Pd che hanno già detto che voteranno no, stiamo parlando di Rosy Bindi, il prodiano Franco Monaco e il lettiano Marco Meloni.

“Se lasciate che vengano di nuovo cambiate le regole elettorali per far sì che la melma del paese torni in alto, ancora una volta saranno i vostri figli a farne le spese”: così Beppe Grillo, in un lungo post sul suo blog, chiama i cittadini alla responsabilità alla lotta contro il Rosatellum.

Secondo Matteo Salvini, “se non passa questa Legge elettorale perché ci sono i voti segreti, e anche questo secondo me è irrispettoso, andremo a votare con il vecchio proporzionale e quindi ci sarà l’anarchia, il caos”.

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“Il voto segreto andrebbe tolto. Tu hai la tua faccia, la tua dignità e voti in trasparenza verso gli elettori non se hanno promesso o meno di ricandidarti – ha aggiunto durante ’24 mattino’. Abbiamo posto più volte a Renzi la questione del ‘vincolo di mandato’: se durante la partita decidi di cambiare squadra, o mandato, ti dimetti, ce ne sono alcuni che cambiano la squadra come i calzini alla mattina”. L’ex Capo dello Stato invece ieri è intervenuto con una nota in cui critica il contenuto del provvedimento, laddove consente l’indicazione del Capo della forza politica e soprattutto il ricorso alla fiducia, che impone ai parlamentari «un ambito pesantemente costretto» dove far sentire la loro voce.

“I due partiti che oggi contestano la riforma elettorale chiedendo il proporzionale, sono gli stessi che hanno affossato il modello tedesco che era proporzionale”, contrattaccano dal Pd.

Author: SDS

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