Stupro di Rimini, il capo del gruppo aveva il permesso di soggiorno per motivi umanitari

Dopo le indagini dello stupro di Rimini giungono novità. Il capobranco dello stupro di Rimini, catturato dalla polizia, lavorava come volontario in una cooperativa e aveva fatto anche richiesta di asilo politico.

Guerlin Butungu, congolese di 20 anni, è stato catturato mentre cercava di fuggire in treno. Gli altri tre stupratori, tutti minorenni, si erano consegnati sabato.

Butungu era sbarcato nel 2015 a Lampedusa e aveva ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari, andando ad abitare a Cagli, provincia di Pesaro. “L’arresto di questa mattina è stato una doppia soddisfazione perché a mettere le manette al quarto uomo sono state due donne. Un gesto simbolico che ha reso giustizia alle vittime delle violenze”, ha dichiarato il questore Maurizio Improta.

Francesca Capaldo, capo della sezione dello Sco (Servizio Centrale Operativo) che si occupa della violenza di genere, ha lavorato giorno e notte da quel 28 agosto fino a fermare quattro giovani, il “branco”. Sono stati individuati, spiega Francesca Capaldo al Corriere della Sera, grazie alla collaborazione della transessuale peruviana , anche lei vittima della brutalità in quella sera di agosto.

Stupro di Rimini, uno aveva il permesso di soggiorno per motivi umanitari

“Ci ha fornito elementi precisi e ci ha messo sulla pista giusta. Ha capito che poteva fidarsi e ha parlato con noi senza imbarazzi. Grazie alle sue parole siamo riuscite a ricostruire ogni dettaglio, è stato come vedere con i suoi occhi che cosa era accaduto quella notte. Ed è stato davvero impressionante”.

“Sono rimasta impressionata dalla ferocia di questi ragazzi. Sono molto giovani, eppure hanno tirato fuori una carica d’odio enorme. Che cosa li ha scatenati? Forse il fatto di muoversi in branco. Quando li abbiamo interrogati si sono mostrati mansueti. E invece il racconto delle due donne, le lesioni che hanno inferto loro, dimostrano che sono riusciti a tirare fuori una forza brutale. Erano accaniti in maniera bestiale, non mi era mai capitato di vedere una cosa del genere tra estranei. Può accadere nelle violenze in famiglia, quando c’è un rancore pregresso. Così è assurdo, non dimenticherò facilmente il terrore che ho letto sul volto della ragazza polacca”.

Author: SDS

Share This Post On