Tari. Abbiamo pagato di più? Come capirlo e farci rimborsare

Il caso della tari troppo elevata o pagata più del dovuto ha interessato molti comuni in Italia in questo periodo. Ma come è possibile capirlo per farci anche rimborsare?

Tra le città coinvolte Milano, Genova e Napoli, infatti le prime ʼirregolarità nel calcolo della quota variabile del tributo sono state già svelate nel corso di unʼinterrogazione parlamentare di un deputato M5s che si era insospettito. In particolare, i cittadini di diversi Comuni italiani, tra cui Milano, Genova, Napoli e Cagliari, hanno pagato più del dovuto la Tari negli ultimi 5 anni.

La tari ricordiamo che è l’acronimo di Tassa Rifiuti, la nuova imposta comunale istituita con la legge di stabilità del 2014. e prende il posto della vecchia Tares. La TARI è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria.

Ai fini dell’attività di accertamento, il Comune, per le unità immobiliari ordinarie iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, può considerare come superficie assoggettabile alla Tari, quella pari all’80% della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n.138.

Il comune stabilisce le scadenze di pagamento della TARI e della TASI, prevedendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato con riferimento alla TARI e alla TASI. Ma come capire se è troppo alta’

1. Controllare bene la superficie tassata:

In corrispondenza della casa e di ciascuna pertinenza (garage, posto auto scoperto, cantina e così via) l’avviso di pagamento riporterà le voci ‘quota fissa’ e ‘quota variabile’. La quota fissa comparirà, con il relativo importo, con riferimento alla casa e a ogni pertinenza. La quota variabile, invece, dovrebbe riportare un valore apprezzabile in corrispondenza del solo appartamento, e la cifra 0 in relazione alla pertinenze.

Tari. Abbiamo pagato di più? Come capirlo e farci rimborsare

2. Dopo aver capito l’errore chiedere l’istanza di rimborso:

Per la richiesta d’indennizzo possiamo agire da soli, inoltrando una richiesta scritta in duplice copia al Comune o al soggetto terzo che si è occupato di riscuotere la Tari (concessionario del servizio).

3. Capire entro quanto tempo è possibile agire:

L’articolo 1 comma 164 della legge 296/2006 stabilisce per l’esattezza che il rimborso delle somme versate non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. Il contribuente inoltre in caso di diniego espresso al rimborso, ha 60 giorni di tempo per proporre ricorso alla commissione tributaria provinciale territorialmente competente.

Author: SDS

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