Vaccini ai bambini, uno su dieci non è ancora in regola

La questione dei vaccini comincia a farsi pesante e ancora oggi, circa u bambino su 10 non è ancora in regola con tutte le vaccinazioni.

Fausto Francia, presidente della Siti, la Società italiana di Igiene, che ha il polso della situazione rappresentando proprio quei medici che in questi giorni sono in prima fila nei Centri vaccinali di tutta Italia, afferma che «all’incirca 300 mila piccoli nella fascia tra 0 e 6 anni ancora non sono in regola”.

Il risultato è che per i genitori, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, la confusione è totale. Perché malgrado la Regione, in accordo con l’Ufficio scolastico, dal 24 agosto scorso abbia adottato una procedura semplificata per evitare alle famiglie il can-can dei certificati, di fatto ogni scuola si sta regolando a modo suo.

Solo nella Capitale in attesa sarebbero oltre 72 mila, dei quali 50 mila in età per asilo e materna, mentre 22 mila sarebbero quelli senza nemmeno uno straccio di prenotazione. La circolare predisposta il 1° settembre dai ministeri della Sanità e dell’Istruzione, in previsione del caos generato da 800 mila tra bambini e ragazzi da vaccinare a stretto giro, ha infatti teso la mano alle famiglie stabilendo che per iscrivere i piccoli a scuola bastano una telefonata al Cup, una mail o una raccomandata con avviso di ricevimento della Asl, anche se non è riusciti a garantirsi una vera prenotazione. «In alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione – recita testuale la circolare Fedeli-Lorenzin – si potrà autocertificare di aver richiesto alla Asl di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate».

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Insomma, sui vaccini la questione pare che non sia ancora molto chiara. Infatti l’assessore all’Istruzione Elena Donazzan racconta di aver ricevuto in queste ore centinaia di telefonate da presidi, insegnanti, dirigenti delle scuole d’infanzia, semplici genitori. «Mi chiedono a quali regole devono adeguarsi, se a quelle dello Stato o a quelle della Regione e io, onestamente, non so cosa rispondere loro. È il caos, un caos provocato dallo Stato con un decreto malfatto, una legge ingarbugliata, circolari che chiariscono altre circolari, a cui però adesso pure noi abbiamo dato il nostro “contributo”.

Vaccini ai bambini, uno su dieci non è ancora in regola

Inoltre arrivano novità anche dalla regione Veneto, che guidata da Luca Zaia ha deciso di sospendere il decreto di moratoria di due anni che avrebbe permesso alle famiglie di presentare la documentazione vaccinale per i bimbi da zero a sei anni, entro il 2019, ed evitare così la decadenza dell’iscrizione dagli asili nido e dalle scuole dell’infanzia già a partire da questo anno scolastico. A invitare il Veneto al ripensamento, invece, era stato il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta.

Author: SDS

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