Istat: ‘i dati sull’occupazione migliorano ma solo al nord’

Arrivano buone notizie per quanto riguardo il tasso di occupazione in Italia. Tuttavia il dato riguarda solo il Nord. A fotografare l’ultima situazione degli occupati e inoccupati come sempre l’Istat, che ha riportato interessanti novità per quanto riguarda la parte superiore dello stivale.

Il 2017, nel complesso, si caratterizza per un nuovo aumento dell’occupazione – sia nei valori assoluti sia nel tasso – che coinvolge anche i giovani di 15-34 anni. Inoltre, al forte calo dei disoccupati si associa la diminuzione del numero di inattivi. Sempre secondo l’istituto di ricerca pare che dal punto di vista congiunturale, le dinamiche del mercato del lavoro si manifestano all’interno di un quadro macroeconomico espansivo: nel quarto trimestre del 2017 l’economia italiana ha registrato una crescita del PIL dello 0,3% in termini congiunturali e dell’1,6% su base annua. Nel complesso, l’economia dei paesi dell’area Euro è cresciuta dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 2,7% nel confronto con lo stesso trimestre del 2016. La crescita, rilevante per l’industria in senso stretto e per le costruzioni, è associata ad una ulteriore espansione dell’input di lavoro: le ore lavorate aumentano dello 0,2% sul trimestre precedente e dell’1,6% su base annua, nel contesto di una lieve crescita della produttività del lavoro in termini congiunturali.

Dal lato dell’offerta di lavoro, nel quarto trimestre del 2017 l’occupazione presenta una lieve crescita congiunturale (+12 mila, 0,1%), dovuta all’ulteriore aumento dei dipendenti a termine (+57 mila, +2,0%) a fronte del calo di quelli a tempo indeterminato (-25 mila, -0,2%) e degli indipendenti (-20 mila, -0,4%). Il tasso di occupazione cresce di 0,1 punti rispetto al trimestre precedente arrivando al 58,1%. I dati mensili più recenti (gennaio 2018) presentano, al netto della stagionalità, un lieve aumento del numero di occupati rispetto a dicembre 2017.

Dal lato delle imprese si confermano i segnali di crescita congiunturale della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti dello 0,5% sul trimestre precedente e del 3,0% su base annua, sintesi della crescita sia dell’industria sia dei servizi. Del medesimo segno sono le variazioni delle ore lavorate per dipendente, che crescono rispetto al trimestre precedente (+0,5%) e su base annua (+0,8%), mentre continua la flessione del ricorso alla cassa integrazione. Il tasso dei posti vacanti, pur rimanendo stabile rispetto al trimestre precedente, aumenta di 0,2 punti percentuali su base annua.

Insomma, la base della ricerca mostra un profondo divario, infatti mentre al nord sale vertiginosamente la situazione di tasso occupati, al sud invece scende. Cauto ottimismo l’ha manifestato però il presidente di Confindustria Italia, Vincenzo Boccia che ha detto: “Siamo sulla strada giusta, dobbiamo accelerare. Dobbiamo quindi crescere ancora di più e il Sud va accompagnato in una stagione di investimenti e di occupazione. E’ la grande sfida del Paese”.

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Tornando al dato, questo sembrerebbe il risultato dell’ultimo governo e della riforma del Job’s Act. Che dire, al momento il governo non ha ancora un suo capo e secondo le ultime notizie, nonostante i grillini abbiano sbarcato in tuta Iatlia pare che bisognerà ancora aspettare un pò per capire chi governerà l’Italia o chi affiancherà i grillini in questa scalata, dato che al momento pare che l’unione di tutti sia l’unica strada per cominciare a lavorare sui problemi dell’Italia.

Fonte Istat

Author: SDS

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