Pensioni. Salvini: ‘ok la quota 100 a 62 anni’

Si continua a parlare del futuro delle pensioni. Ad esprimersi è il vicepremier Matteo Salvini che annuncia le novità del nuovo Governo Conte. In pensione si andrà con la quota 100 a 62 anni.

L’annuncio è stato reso noto nello studio televisivo di Bruno Vespa, dove il ministro ha parlato di un nuovo “inizio dello smontaggio della Fornero” a partire già dal 2018 e, soprattutto, della sua ricetta previdenziale: in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi. “Quota 100 con 64 anni? No – ha infatti tuonato il ministro nel corso del programma -, è assolutamente troppo alto, io ho chiesto al massimo 62″.

“Gli imprenditori mi chiedono di superare la legge Fornero – ha detto Salvini a Porta a Porta – faremo quota 100 ma per me il limite dei 64 anni è troppo alto. Io ho chiesto al massimo, ma al massimo, 62 anni”. Per il leader della Lega, che ieri per la prima volta ha affrontato pubblicamente il tema delle coperture economiche, dalla pace fiscale si possono incassare oltre 20 miliardi di euro. “La pace fiscale – ha spiegato – è per quelli che hanno fatto la dichiarazione dei redditi, per chi è in contenzioso con Equitalia. Non è un regalo, è per gente disperata che per riavere il conto corrente correrebbe a pagare, pagherebbe il 10% del dovuto”.

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Ma che cosa è questa quota 100 nello specifico? Si tratta di un sistema molto simile alla pensione di anzianità in vigore fino al 2011 e prevede che dalla somma di età e contributi versati si arrivi, per l’appunto, alla quota 100. Tuttavia è possibile venga fissato un minimo di età anagrafica per l’accesso alla misura: bisognerà avere almeno 64 anni. La Quota 100, una delle novità relative alla riforma pensioni del Contratto di Governo, è un sistema che prevede l’accesso alla pensione quando la somma tra età anagrafica e anni di contributi è pari, appunto, a 100. Inoltre, secondo i calcoli, pare che la vera novità sarebbe l’eliminazione di ogni altro requisito ulteriore ad eccezione dei 41 anni di contributi, che potranno esser perfezionati con un massimo di 2 o 3 anni di contributi figurativi.

Verrà inoltre reintrodotta l’Opzione Donna dove le lavoratrici potranno andare in pensione anticipata, con calcolo dell’assegno esclusivamente con sistema contributivo, con almeno 35 anni di contributi e una volta perfezionato il requisito anagrafico di 57-58 anni di età.

Author: SDS

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