Sindrome da spogliatoio: il 3,3% degli uomini chiede aiuto all’andrologo

Perché gli uomini a differenza delle donne trovano tanto imbarazzo nello spogliarsi di fronte a persone dello stesso sesso?

La risposta è presto data: hanno paura del confronto sulle dimensioni del pene. Questo è uno degli aspetti che terrorizza di più i maschietti. Molto spesso questo timore ha origini più psicologiche che fisiche. Nel senso che, anche chi è dotato di un pene di dimensioni normali, è convinto di avere dei problemi. Che sia reale o immaginaria, questa convinzione causa disagi nel rapporto con sé stessi. Il senso di inadeguatezza che attraversa chi ha questo problema può causare anche problemi di coppia. Per questo motivo è stata diagnosticata come una vera e propria patologia, meglio nota come sindrome da spogliatoio.

E’ stato calcolato da Andrologia Internazionale che circa il 3,3% delle richieste di visita andrologica siano motivate dal sospetto o convinzione di avere un pene piccolo. Questa convinzione nasce da una erronea percezione della lunghezza di un pene medio. Diciamo dunque che un pene, mediamente misura 8 centimetri a riposo e dai 13-17 in erezione. Partendo da questo presupposto i timori sulla dimensione del proprio membro nella maggior carte dei casi sono perlopiù dati ad una scarsa autostima di sé stessi che porta a ingigantire un problema non reale, ma solo di natura emotiva.

Esistono però anche persone che sono realmente affetta da una patologia peniena. In quel caso si parla di micropene. Chi è colpito da questa patologia presenta un organo genitale di circa 2,5 volte più piccolo della media. Bisogna dire subito che, il fatto di avere un pene sotto la media, non implica alcun tipo di problema fisiologico. Questo però causa imbarazzo e problemi di autostima nell’individuo.

La sindrome da spogliatoio può essere risolta mediante due strade a seconda se sia di natura psicologica o reale.

Nel primo caso è consigliabile una terapia psicologica di sostegno al paziente, per aiutarlo a superare l’idea di non essere in possesso di un pene normale. Se, invece, parliamo di un reale problema di dimensioni, allora si può ricorrere alla chirurgia estetica. Le tecniche sono mirate a ottenere una maggiore prominenza dal pube del pene in flaccidità e incrementarne il calibro del pene. C’è da notare, però, che l’80% dei pazienti che decidono di sottoporsi a questo trattamento non soffre di micropene, ma lo fa unicamente per migliorare la propria immagine.

Sindrome da spogliatoio: il 3,3% degli uomini chiede aiuto all’andrologo

In cosa consiste la tecnica di allungamento? Bisogna tagliare il legamento sospensore. Questo determinerà uno scivolamento del pene in avanti con un conseguente allungamento dell’organo genitale allo stato flaccido. Diciamo, quindi, che si tratta più di un’illusione ottica e non di un vero e proprio allungamento. Un distanziatore protesico di silicone viene posto successivamente nello spazio formatosi a seguito della sezione del legamento e fissato con un punto alla base del pube. Questo ulteriore intervento permette un guadagno in lunghezza del pene ed evita il riaccostamento. L’operazione viene eseguita in anestesia locale o spinale tramite una incisione a V invertita a livello della cute della regione pre-pubica. In questo modo il paziente avrà un pene più «maestoso» e acquisirà più sicurezza in sé stesso.

Author: SDS

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