Studiosi: ‘Credere in Dio modifica il cervello’. Infatti, quando crediamo in Dio o in un’entità soprannaturale? A chiederselo
sono stati i ricercatori della Case Western Reserve University, che hanno cercato di rispondere alla domanda in uno studio. Secondo la loro ricerca, pare che gli esseri umani che credono in Dio sarebbero portati a reprimere le aree del cervello usate per il pensiero critico e metterebbero molto di più in moto le parti dell’empatia.

LEGGI ANCHE: Turista italiano scambiato per Gesù e venerato dai passanti

Secondo gli studiosi, un cervello sano è in grado di “guardare il mondo” attraverso entrambi i networks, che però non possono essere usati contemporaneamente: quando si presenta un problema o una questione di natura etica o fisica, una rete reprimerà l’altra. “In questo modo vengono a crearsi due estremi. Riconoscere che il cervello opera in questo modo potrà forse aiutarci nell’affrontare la questione scienza e fede”.

LEGGI ANCHE: Gesù era sposato? Il papiro che svela la verità

LEGGI ANCHE: Le donne e l’islam secondo Sgarbi

Gli studiosi hanno condotto otto esperimenti, coinvolgendo dai 159 ai 527 partecipanti. Dall’analisi dei risultati è emerso che le persone più religiose (intese come quelle che sono solite pregare o meditare) sono più empatiche rispetto a quelle che non credono in alcun Dio o entità.