Università. Ecco le lauree che fanno guadagnare di più

È stato presentato a Napoli il 18° Rapporto Almalaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati, documento che fotografa la situazione nel mercato del lavoro dei giovani usciti da 71 atenei italiani ad uno, tre e cinque anni di distanza dal conseguimento del titolo di studio.  

Il divario rispetto all’indagine svolta nel 2008, però, è ancora molto alto. Di seguito potete vedere le immagini tratte dal Rapporto Almalaurea 2016 che riportano quali laureati hanno lo stipendio più alto dopo cinque anni dal conseguimento del titolo. Il divario rispetto all’indagine svolta nel 2008, però, è ancora molto alto. Di seguito potete vedere le immagini tratte dal Rapporto Almalaurea 2016 che riportano quali laureati hanno lo stipendio più alto dopo cinque anni dal conseguimento del titolo.

LEGGI ANCHE: Laureata: ‘Ecco perché dopo la Bocconi ho scelto l’agricoltura’


LEGGI ANCHE: Laureata cerca lavoro al semaforo. Viene contattata da un Anche a livello occupazionale tra i laureati magistrali indagati a uno e a cinque anni dal titolo il divario territoriale resta elevato e sempre a favore del Nord. Tuttavia, con il trascorrere del tempo tutte le variabili indagate migliorano apprezzabilmente e il differenziale occupazionale si riduce passando dai 21 punti percentuali a dodici mesi dalla laurea ai 15 punti percentuali a cinque anni, sempre a favore del Nord. L'analisi è riferita ai soli laureati che hanno iniziato a lavorare dopo la laurea, perchè al Sud è più alta la quota di coloro che proseguono il lavoro iniziato prima della laurea (a un anno 39% contro il 28% del Nord): si tratta prevalentemente di laureati in età adulta che provengono in maggior misura da contesti famigliari meno avvantaggiati, che lavorano nel settore pubblico e che hanno scelto di laurearsi per aumentare le loro opportunità di crescita professionale.’azienda

In Italia la mobilità per motivi di studio è un fenomeno ancora oggi poco frequente: solo il 9% dei laureati ha sperimentato una mobilità di lungo raggio.

A spostarsi sono in prevalenza i laureati che se lo possono permettere, ossia coloro che, a parità di condizioni, provengono da contesti famigliari culturalmente ed economicamente più avvantaggiati. Resta vero che la mobilità in ingresso all’Università cambia in base all’area di residenza ed è più marcata per le aree del Mezzogiorno.

A livello occupazionale tra i laureati magistrali indagati a uno e a cinque anni dal titolo il divario territoriale resta elevato e sempre a favore del Nord.

LEGGI ANCHE: Gli studenti poco brillanti? Hanno successo nella vita!

Author: SDS

Share This Post On